Roma Monumenti - Cosa Vedere a Roma  
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Terme di Caracalla
 
Terme di Caracalla
 
Mosaico Pavimentazione
 
Isola Tiberina Veduta Aerea
 
Isola Tiberina
 
Parco di Villa Borghese
 
Villa Borghese
 
Paolina Borghese
 
Piramide di Caio Cestio
 
Piramide Roma
 
Quirinale
 
Corazziere
 
Quirinale Roma
Terme di Caracalla

Le Terme di Caracalla sono uno dei più grandi e meglio conservati complessi termali dell'antichità. Volute da Settimio Severo, furono inaugurate, probabilmente nel 216 d.C. sotto il regno del figlio, Marco Aurelio Antonino Bassiano detto Caracalla, nella parte meridionale della città abbellita e monumentalizzata dai Severi con la via Nova e il Septizodium. Le terme vissero solo tre secoli, in quanto furono definitivamente abbandonate dopo il 537 d. C., a seguito dell'assedio di Roma ad opera di Vitige, re dei Goti, il quale tagliò gli acquedotti per prendere la città per sete.

A quel punto il complesso termale fu abbandonato e divenne il cimitero dei pellegrini ammalatisi durante il viaggio a Roma e ricoverati nel vicino Xenodochium di SS. Nereo e Achilleo: nel XII secolo le terme furono cava di materiali per la decorazione di chiese e palazzi. Dopo gli scavi Farnese le grandi Terme vissero un lungo periodo di oblio, poi, nel 1824 veri e propri scavi sistematici furono iniziati nel corpo centrale che portarono alla luce, tra l'altro, i famosi mosaici pavimentali con gli atleti attualmente conservati ai Musei Vaticani.

Nel 1867 fu rinvenuta una ricca domus di età adrianea, con pavimenti a mosaico e affreschi di II stile alle pareti. Quelli della stanza più interessante, il lararium, sono stati staccati e restaurati nel 1975 ed ora sono collocati in un ambiente della palestra orientale.

Isola Tiberina - Tiber Island
Isolotto basso e allungato (circa 300 metri per 80) che sorge nel Tevere, fra i ponti Garibaldi e Palatino. Catalizzò le fantasie dei romani che gli intessero attorno varie leggende. La sua forma grossolanamente simile a quella di un grande barcone, è legata, secondo una leggenda, all'affondamento di una nave, sottolineata in passato dal rivestimento di travertino che la circondava (di cui rimangono notevoli resti), il simulacro del natante aveva nel mezzo un obelisco rappresentante l'albero maestro. Mentre, secondo un'altre delle leggende, la sua origine era dovuta all'accumularsi del fango sul grano dei Tarquini gettato nel fiume dal popolo dopo la loro cacciata L'isola è unita alla riva sinistra dal ponte Fabricio (62 a.C.), il più antico di Roma, dopo Ponte Milvio, con le erme quadrifronti alla sue quattro estremità (e perciò detto Quattro Capi, o ponte giudeo perché gli ebrei lo attraversavano per rientrare nel GHETTO) e alla riva destra, Trastevere, dal ponte Cestio (I secolo a.C.), restaurato nel 370 d.C.e rifatto nell'800 mantenendo d'antico solo l'arcata centrale.
Villa Borghese - Park of Villa Borghese
L'apertura di Villa Borghese da parte del Comune di Roma il 12 luglio 1903 ha consentito l'acquisizione di un patrimonio senza pari: 80 ettari di parco, 35 fontane, 15 edifici minori, 14 piccole fabbriche, 10 monumenti e un gran numero di sculture di pregio, memoria della collezione del cardinale Scipione Borghese.
Dal 1997 Villa Borghese è stata costituita come "Parco dei Musei": da sempre, infatti, la Villa si configura come un ineguagliabile museo all'aperto, ospitando prestigiose sedi espositive come la Galleria Borghese, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, il Museo Etrusco di Villa Giulia, il Museo Pietro Canonica, il Museo Civico di Zoologia, alle quali si affiancano le Accademie di Cultura di vari paesi.
In termini naturalistici, la Villa offre preziosi spazi come i Giardini Segreti, con fiori rari ed esotici, scorci incontaminati di campagna romana come la Valle dei Platani, con gli alberi piantati dal cardinale Borghese agli inizi del Seicento, perfino giardini all'inglese come il Giardino del Lago. Si può godere di percorsi tra arte e natura, alternando spazi chiusi a spazi aperti, con infinite opportunità di lettura. L'offerta molteplice di Roma rispecchia lo spirito universale della città e Villa Borghese ne è l'esempio migliore. L'apertura di Villa Borghese da parte del Comune di Roma il 12 luglio 1903 ha consentito l'acquisizione di un patrimonio senza pari: 80 ettari di parco, 35 fontane, 15 edifici minori, 14 piccole fabbriche, 10 monumenti e un gran numero di sculture di pregio, memoria della collezione del cardinale Scipione Borghese.
Piramide di Caio Cestio
Il monumento, situato sul tracciato dell'antica via Ostiensis, venne fatto erigere in onore di Caio Cestio, morto tra il 18 e il 12 a.C., che secondo l'iscrizione ripetuta sui lati est e ovest ebbe la carica di pretore, tribuno della plebe e membro del collegio dei Septenviri epulones, coloro che organizzavano i banchetti sacri. In una iscrizione situata sul lato est, è stato riportato che l'intero monumento venne fatto edificare dagli eredi di Cestio in 330 giorni. La struttura risulta con una base di 29,47 metri e un'altezza di 36,8 metri ed è posta su una base in opera cementizia e blocchi di travertino; la tomba è stata ricoperta con lastre di marmo di Carrara. Ai quattro angoli erano poste quattro colonne scanalate situate su alte basi mentre l'interno era caratterizzato da una camera sepolcrale approssimativamente di metri 4 per 6, con copertura a volta di botte e decorata con pitture parietali a pannelli e Vittorie poste sugli angoli. La piramide venne restaurata nel 1663 per ordine di papa Alessandro VII, come viene ricordato nell'iscrizione presente sul lato ovest della struttura.
Palazzo del Quirinale

Il Palazzo del Quirinale sorge in un luogo che, per la posizione elevata e la particolare salubrità, ospitò fin dall’antichità nuclei residenziali, edifici pubblici e di culto. Nell’area del colle del Quirinale sorsero nel IV secolo a.C. il tempio del Dio Quirino che impose nome al colle, e il tempio della Dea Salute nel quale si celebravano cerimonie propiziatorie del benessere dello stato; le presenze più imponenti sul colle erano certamente quelle delle terme di Costantino e del tempio di Serapide, edificato da Caracalla nel 217 d.C. Dall’antico tempio romano provengono i due gruppi scultorei dei Dioscuri, la cui costante presenza sul Quirinale portò il colle ad assumere il nome di Monte Cavallo.

L'architettura del Palazzo nell'aspetto che ancora oggi mantiene fu portata a compimento nel corso del pontificato di Paolo V Borghese (1605-21). L'architetto Flaminio Ponzio si occupò della costruzione dell'ala verso il giardino comprendente, tra l'altro, lo Scalone d'onore, la grande sala del Concistoro (oggi Salone delle Feste) e la Cappellina dell'Annunziata, affrescata da Guido Reni con alcuni collaboratori. Alla morte del Ponzio (1613) subentrò Carlo Maderno, responsabile dell'intera ala sulla via del Quirinale (che nel frattempo aveva assunto il nome di via Pia).

Dopo il 1946 le strutture architettoniche del complesso del Quirinale e gli arredi interni del Palazzo sono rimasti sostanzialmente inalterati; sotto l'amministrazione del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica sono prevalsi infatti criteri conservativi e di valorizzazione (negli ultimi anni, ad esempio, l'istituzione di un laboratorio per il restauro degli arazzi e il recupero dell'originario color travertino delle antiche supefici in stucco nel Cortile d'Onore e nella facciata principale del Palazzo), tesi alla tutela del notevole patrimonio artistico e culturale che si é concentrato al Quirinale in quattrocento anni di storia.

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