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Altare
della Patria - Vittoriano |
Il
monumento a Vittorio Emanuele,detto anche Vittoriano o Altare
della Patria, è l'espressione della società che
lo progettò, la quale voleva esaltare l'unione di tutti
gli italiani con uno Stato retto da Vittorio Emanuele II.
Pertanto
gli artisti e gli architetti che lavorarono al Vittoriano espressero
la loro volontà di un governo che voleva dare, a pochi
anni da una unità faticosamente raggiunta, il senso materiale
e visivo della grandezza di una tradizione antica, tale da far
percepire che se l'unità politica era recente, molto più
antica era quella culturale, linguistica, artistica e spirituale.
Agli inizi del secolo la vecchia Piazza Venezia non era ancora
stata distrutta, ma la costruzione già emergeva dalla distesa
dei tetti e dalle cupole della città, soffocando la bellissima
Chiesa di Aracoeli e la michelangiolesca Piazza Del Campidoglio.
Alla
testata della scalea sulla fronte ci sono gruppi di sculture di
bronzo dorato, raffiguranti il "Pensiero" e l'"Azione",
di antica ispirazione mazziniana. A metà della stessa sono
posti "due leoni ", alla sommità, "due Vittorie
Alate" su rostri. Sui lati esterni due grandi fontane con
le figure del mare "Tirreno" con la lupa e una piccola
nereide, e, sulla sinistra, "l'Adriatico".
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| Castel
Sant'Angelo |
| Questo
mausoleo fu fatto costruire da Adriano per accogliere la sua salma
e quelle dei suoi successori. Per mettere in comunicazione tale
sepolcro con la regione del Campo Marzio fu costruito un ulteriore
ponte sul Tevere, il Ponte Elio, che fu inaugurato nel 134 d.C.
La statua dell'Angelo, che dà il nome al castello, fu posta
sulla sua sommità in ricordo dell'apparizione a S. Gregorio
Magno, nel 1600, dell'angelo che, rinfoderando la spada, annunciava
la fine della grave pestilenza che aveva colpito Roma. Accanto alla
statua dell'angelo è la Campana della Misericordia, che annunciava
lugubremente le esecuzioni capitali. L'angelo attuale è di
bronzo ed è opera di Pietro van Verschaffelt: esso è
il sesto della serie. Il primo, di legno, fu sostituito per consunzione;
il secondo, di marmo, crollò e andò a pezzi; il terzo,
di marmo, fu abbattuto da un fulmine; il quarto, di bronzo, venne
fuso per farne cannoni nel 1527, durante il Sacco di Roma. Nel 1277
fu costruito il "Corridoio Vaticano", che conduceva dal
Palazzo del Vaticano a Castel S. Angelo per fornire al papa una
via di fuga in caso di pericolo. Terribili erano le sue prigioni,
ancor oggi visitabili, specie la cella detta Sammalo o San Marocco,
nella quale il condannato veniva calato dall'alto e a malapena riusciva
a sistemarsi piegato in quanto non poteva stare né in piedi,
né disteso. |
| Circo
Massimo |
Il
Circo Massimo, il più grande edificio per lo spettacolo
di tutti i tempi lungo 600 m. e largo 140, è dalla leggenda
collegato alle origini stesse della città: infatti, in
occasione dei giochi in onore di Conso, sarebbe avvenuto il ratto
delle Sabine e quindi il nascere della vita nella città
stessa. Devastato più volte dal fuoco e conseguentemente
restaurato, fu ricostruito quasi integralmente in epoca domiziano
- traianea, fase cui appartengono per la maggior parte le strutture
in laterizio attualmente visibili.
Numerosissimi
gli interventi degli imperatori successivi, sia strutturali, come
è attestato dai tratti di muratura in opera laterizia e
vittata, sia finalizzati alla decorazione, spesso di considerevole
entità: esemplare l'erezione del gigantesco obelisco portato
a Roma da Costante II, ora al Laterano.
Il circo rimase in attività, forse solo parzialmente, fino
al 549 quando Totila dette gli ultimi giochi. Nel circo da quindici
anni si svolgono lavori di scavo, consolidamento e restauro; è
in preparazione un progetto per la sistemazione dell'area archeologica,
così come per l'organizazzione della Torretta e di alcuni
ambienti limitrofi relativi alla Marrana come antiquarium del
circo.
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| Tempio
di Vesta |
Il
tempio di Vesta fu innalzato sul terrapieno ricavato dalla costruzione
degli argini del fiume Tevere nel 179-142 a.C. Il tempio a base
circolare, come le th?loi greche del IV sec. a.C., è un
periptero di 20 colonne in stile corinzio poggiate su una base
a gradini. Nella cella, che si apriva ad est con un'ampia porta,
si trova una fossa a pozzo denominata favissa dove venivano conservati
gli oggetti offerti alla divinità.
Il tempio fu presumibilmente fondato da una mercante romano, che
arricchitosi con il commercio dell'olio dedicò il tempio
a Hercules Victor (detto Olivarius). Il culto di Heracles infatti
era caro ai mercanti e in particolare alla corporazione degli
olearii, i mercanti dell'olio.La costruzione repubblicana del
tempio di Vesta si caratterizza per le colonne erette con rocchi
di piccole dimensioni sovrapposti senza ancoraggi. Il classico
tetto in tegole rosse conferisce al tempio l'aspetto di una capanna
del periodo etrusco.
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| Domus
Aurea |
| La
domus sorgeva su un estensione di terreno pari a 80 ettari che Nerone
espropriò dopo lo spaventoso incendio del 64 d.C che distrusse
buona parte della città. Il nuovo palazzo, eretto sulla precedente
domus transitoria, e progettato da Severo e Celere, si estendeva
dal Palatino all'Esquilino ed era di dimensioni enormi, tanto da
poter contenere nel vestibolo una statua in bronzo di Nerone alta
35 metri, con un braccio proteso in avanti e l'altro che sorreggeva
un globo. Esso includeva tre portici lunghi un miglio ed era circondato
da campi di vigneti, boschi e pascoli. All'interno imperava lo sfarzo
e le stanze erano decorate con oro, avorio e gemme. Il significato
ideologico del complesso è contenuto nella volontà
di Nerone di rappresentarsi come iniziatore di una nuova età
dell'oro. La Domus sopravvisse pochi anni alla morte di Nerone e
a causa dell'impopolarità di quest'ultimo fu spazzata via
dagli imperatori che lo succedettero, o inglobata nella realizzazione
di altri edifici. Oggi resta soltanto il padiglione che sorge sul
colle Oppio, un tempo dedicato alle passeggiate. |
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