Le Chiese di Roma

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Basilica di San Pietro

La Basilica di San Pietro costituisce la chiesa più grande del mondo con le sue dimensioni e la magnifica cupola a doppia calotta rappresenta anche uno dei monumenti più solenni di Roma. La superficie complessiva della basilica è di 22.067 mq, è alta, fino alla cupola, 136 m. La prima basilica fu consacrata da papa Silvestro I° nel 326 e giunse a compimento nel 349. I lavori di ampliamento incominciarono nel nel 1506, quando Giulio II° si affidò a Donato Bramante, ma avvenne uno scontro di pensiero e di stile, tra una pianta a croce greca, sostenuta da Michelangelo, Baldassare Peruzzi e lo stesso Bramante, e una pianta a croce latina, teorizzata da Raffaello e Antonio Sangallo il Giovane. Alla fine intervenne Paolo V°, imponendo la croce latina. Il prolungamento fu affidato a Carlo Maderno, che completò la basilica nel 1614 che venne aperta al culto il 18 novembre 1626. Gianlorenzo Bernini progettò l'ampia scalinata a tre livelli, ai cui lati sono collocate le due statue di S.Pietro e di S.Paolo. Gianlorenzo inoltre inventa una piazza ellittica circondato da un colonnato quadruplo e raccordata alla basilica da due bracci leggermente divergenti; all'interno ci progetta il baldacchino, alto 29 metri. La cupola è un'invenzione di Michelangelo Buonarroti: la calotta è a doppio guscio, divisa da nervature in 16 spicchi; alla morte dell'artista l'opera fu terminata da Giacomo Della Porta e Domenico Fontana, mentre il Vignola aggiunse le due cupole laterali con funzione semplicemente decorativa.

Basilica di San Giovanni in Laterano

Il vero nome della Basilica di San Giovanni in Laterano è "Basilica del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Evangelista e Giovanni Battista". È la chiesa episcopale del Papa come vescovo di Roma (solo il pontefice può celebrare messa dal suo altare), ed è la cattedrale "madre" di tutte le chiese di Roma e del mondo, seconda per importanza soltanto alla Basilica di San Pietro, in Vaticano. Sorse tra il 313 ed il 318 ed è legata alla donazione che la sposa di Costantino fece al papa Melchiade del palazzo dei Laterani, affinché diventasse la residenza papale. Costantino, in cambio, volle costruire la basilica nelle prossimità del palazzo. La storia della basilica prosegue poi con una serie di distruzioni e ricostruzioni. L'ultima di queste distruzioni avvenne nella notte del 6 maggio dell'anno 1308, quando uno spaventoso incendio fece rimanere ben poco dell'edificio di culto. Il papa di allora, Clemente V, provvide subito a fare riedificare il tempio, che fu terminato sotto il pontificato che lo seguì. Successivamente furono apportate numerose modifiche ed aggiunte. Si accede alla Basilica tramite l'impressionante portale tardo-barocco coronato da 15 sculture del Cristo, di San Giovanni e dei Dottori della Chiesa. All'interno, del Borromini sono le 12 edicole della navata centrale, che ospitano le statue degli Apostoli. Il mirabile pavimento è attribuibile ai fratelli Cosmati. Autentico capolavoro è poi il chiostro, opera duecentesca del Vassalletto. I preziosi intarsi delle colonne, capolavoro cosmatesco, e le armoniche simmetrie conferiscono al luogo un incanto magico.

Basilica di Santa Maria in Trastevere

La basilica è tra le più antiche di Roma, forse la prima dedicata alla Vergine ed aperta al culto.
La tradizione vuole che, mentre a Betlemme nasceva il Cristo, sulla Piazza fuoriuscì uno zampillo d'olio, quale preannuncio della venuta del Messia, e che su tale punto fu voluta dal Papa San Callisto (217-222) la realizzazione di una piccola chiesa dedicata a "Santa Maria Fous Olei"; il punto della fuoriuscita dell'olio fu indicato, sotto il presbiterio, con una pietra rotonda con l'iscrizione "fous olei", ancora esistente. L'opera rimase incompiuta e solo durante il Papato di San Giulio I (337-352) la piccola chiesa fu ultimata ed aperta al culto.
Successivamente intervennero Papa Adriano I (772-795), che fece aggiungere, le tre navate laterali e Papa Gregorio IV, (827-844), con la realizzazione di importanti opere nel presbiterio e con la creazione del Monastero per la cura della basilica.
Solo successivamente la Basilica raggiunse l'attuale dimensioni, con diversi interventi.

Basilica di San Paolo Fuori le Mura

La Basilica di San Paolo è una delle quattro grandi basiliche patriarcali di Roma, la più vasta dopo quella di San Pietro. Eretta sul luogo di sepoltura dell'apostolo da Costantino nel 314, venne poi ingrandita e decorata. La chiesa è chiamata "San Paolo fuori le Mura" (o anche Basilica Ostiense) perché situata in periferia, appunto oltre le Mura Aureliane, fuori dell'antica Porta Ostiense (oggi Porta San Paolo). L'interno, in cinque navate, è grandioso per dimensioni ed impostazione. Si notano alcune curiosità, tra cui la celebre sequenza di ritratti di tutti i papi, a mosaico, e l'acquasantiera posta nell'angolo posteriore del transetto destro, che raffigura il proverbiale contrasto tra il Diavolo e l'acqua santa. Il chiostro è un capolavoro del sec. XII; vi sono conservati numerosi frammenti architettonici provenienti dall'antica basilica, nonché vari oggetti di scavo trovati nel vicino cimitero romano-cristiano. La facciata, che è preceduta da un quadriportico, è decorata con sontuosi mosaici, mentre l'interno molto solenne è diviso in cinque navate con ottanta colonne in granito e un prezioso soffitto a cassettoni. Di particolare interesse sono il fregio in mosaico con la serie di tutti i papi, i mosaici del V secolo che si possono notare sull'arco trionfale, dove emerge il busto del Redentore.

Chiesa di Santa Maria del Popolo

La chiesa ha origini molto antiche, infatti, ne abbiamo notizie sin dall’anno Mille, quando Pasquale II fa costruire una cappella sulla tomba dei Domizi (la famiglia di Nerone), in onore della Madonna. Nel 1227 Gregorio IX la fece ingrandire, ma solo nel 1472, su commissione di Papa Sisto IV Della Rovere, acquistò l’assetto attuale. Tra gli artisti che hanno lavorato in questa chiesa del primo Rinascimento, troviamo Andrea Bregno e Pinturicchio. Successivamente sono intervenuti Bramante, Gian Lorenzo Bernini, e Antonio Raggi. All’interno troviamo le cappelle di importanti famiglie romane, e tra le molte tombe risalta quella di Ascanio Sforza posta dietro l’altare ad opera di Andrea Sansovino. All’interno della cappella Cerasi si trova la "Crocifissone di San Pietro", e la "Conversione di San Paolo", dipinte da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, vissuto tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600. Questi dipinti sono stati rielaborati dal pittore una seconda volta perché al Cardinale Cerasi non era piaciuta la prima stesura. Le tele, dipinte tra il 1600 e il 1601, riprendono i temi degli affreschi di Michelangelo nella cappella Paolina in Vaticano ma sono raffigurati con un linguaggio espressivo molto diverso. Caravaggio infatti, pur ereditando la tradizione cinquecentesca, si pone nettamente contro il manierismo accademico aprendo nella pittura nuovi spiragli interpretativi. Egli affronta, in modo molto diretto, il problema esistenziale dell’uomo, rappresentando la drammatica realtà umana con un linguaggio ricco di giochi di luce e di ombre che, nel loro continuo contrasto, evidenziano e nascondono i soggetti dei dipinti. Così questi soggetti acquistano valore e spiritualità pur essendo spesso immagini che ci riportano alla semplicità delle cose più umili.
Basilica di Santa Maria Maggiore
Una delle quattro Basiliche patriarcali di Roma con San Giovanni in Laterano, San Pietro in Vaticano e San Paolo fuori le mura.
E' detta anche Liberiana perché identificata con la basilica costruita da Papa Liberio nel punto indicatogli da una visione e da una miracolosa nevicata verificatasi, secondo una leggenda, nell'agosto del 356, da cui l'altro nome di Santa Maria della Neve. Par certo invece che la Liberiana fosse in altro luogo e che questa fu eretta per volere di Sisto III (432-440) all'indomani del concilio di Efeso nell'anno 431, che rivendicò alla Madonna il titolo di Madre di Dio. Il grandioso ed armonioso interno della Basilica, lungo 86 metri, diviso in tre navate da colonne monolitiche (36 di marmo dell'Imetto e 4 di granito) con capitelli ionici che sostengono direttamente la trabeazione ornata da un fregio di mosaico, custodisce ancora preziose testimonianze delle sue origini paleocristiane. I mosaici della navata mediana e quelli del grandioso arco trionfale risalgono all'epoca di Sisto III (432-440) mentre quelli dell'abside sono di Jacopo Torriti, discepolo di Cavallini, che raffigurò, nel 1295, l'Incoronazione di Maria. Tra le tante Cappelle interne alla Basilica due sono degne di particolare nota: la Cappella Sistina del Santissimo Sacramento iniziata nel 1585 da Sisto V, Felice Peretti, per opera di Domenico Fontana e la Cappella Paolina o Borghese e ordinata da Paolo V, Camillo Borghese, a Flaminio Ponzio, e compiuta nel 1611.
Chiesa di Santa Maria in Ara Coeli
L'edificio sacro sorge sulla cima del Campidoglio ed è di origine antichissima, infatti fu sovrapposta al tempio di Giunone Moneta ed è citata per la prima volta al tempo di Gregorio III con il nome di Santa Madre di Dio. Fu nel X secolo abbazia benedettina e nel 1291 fu consacrata anche se incompleta. Nel 1979 il tempio visse la sua stagione peggiore, sconsacrato, infatti, durante l'occupazione napoleonica fu adibita a stalla. Gran parte dell'antico convento e la sagrestia vennero, invece, distrutti nel 1885 per creare spazio al Vittoriano. Si può notare la facciata in cotto trecentesca con tre portali del XIV secolo. L'interno è a tre navate divise da 22 colonne, il soffitto dorato presenta la raffigurazione della Vergine col Bambino. Fra le opere d'arte conservate nella chiesa si segnalano la pietra tombale di Giovanni Crivelli, opera di Donatello, la cappella di San Bernardino affrescata da Pinturicchio.
 
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